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Friday 30 october 2009 5 30 /10 /Ott /2009 17:16
L'ho incontrato di nuovo. L'elfo di ieri mattina sul pullman. 
L'ho rivisto la sera stessa, sempre sullo stesso autobus, il numero 24, quello che mi porta dal mio paese in città e viceversa.
Stavo tornando da karate. Ero tutta concentrata sulla lezione appena finita, e continuavo a rifarmi furtivamente il gedanbarai (parata bassa, piuttosto discreta da riprodurre: all'occasione puoi sempre fingere di starti spolverando una manica) che non mi viene mai bene, e quando sono salita sul pullman l'ho visto.
Era seduto, storto, nei posti in coda, e fissava assorto fuori dal finestrone.  
Ostentando noncuranza mi sono seduta di fronte al televisorino, in modo da tener d'occhio il riflesso dei suoi spostamenti sullo schermo spento.
E niente, non che facesse  qualcosa in particolare: se ne stava seduto al contrario, appoggiato allo schienale, e guardava la città allontanarsi.
Siccome sembrava parecchio assorto, gli ho dato uno sguardo più approfondito: aveva i capelli di un colore indefinibile, nè biondi nè rossi nè castani, o forse tutti e tre insieme, e aveva qualche treccina qua e là. le orecchie erano talmente lunghe che sporgevano per una buona spanna. Aveva dei pantaloni della tuta neri della adidas e una maglietta verde senza maniche (è pazzo quello, è inverno a momenti!) e a tracolla l'arco bianco dell'altro giorno e una faretra quasi vuota. 
Mi sono girata subito, perchè se mi avesse beccata a fissarlo così insistentemente chissà che avrebbe pensato.
A parte questo, nè ieri nè oggi è successo granchè.
Anzi, si: ho scoperto come tenere lontano il folletto Nirbakin dalla mia scrivania.  Nirbakin non mi lascia mai studiare, reclama la mia attenzione come un bambino capriccioso, e per un sacco di tempo questo mi ha portato a un calo spaventoso del mio rendimento. Però oggi ho dipinto un cerchio attorno alla scrivania con l'uni-posca indelebile, e questo l'ha tenuto lontano. Avevo letto di questo metodo secoli fa su un libro sui celti della collana per bambini "brutte storie" ma non avrei mai pensato di dovermene servire. 
Il risultato però è che nirbakin mi tiene il muso e da ore si rifiuta di parlarmi.
Ma stasera gli cucino le scaloppine, così lo rabbonisco. 
Di Lyn Blackwood
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Thursday 29 october 2009 4 29 /10 /Ott /2009 18:08
Iniziamo con qualche banale dato anagrafico.
Mi chiamo Lyn Blackwood.
Sono nata a Salisbury, in inghilterra, ma ho sempre vissuto in italia. Il cognome inglese è per via di mio padre: ogni tanto viene a trovarmi da Londra.
Sono abbastanza giovane da andare ancora a scuola, e abbastanza grande per vivere da sola. Anzi, dire da sola non è proprio corretto: io vivo in mezzo agli elfi.
Anzi, meglio: gli elfi vivono con me. 
Proprio in questo momento c'è n'è uno appollaiato sulla mia scrivania, mi osserva con i suoi occhietti neri e lucidi come caramelle golia. Ma forse sarebbe più appropriato chiamarlo folletto: non è alto e bello come gli elfi di tolkien; è alto circa venti centimetri, verde, con un berretto di feltro e una tunichetta di iuta, e ha un naso lunghissimo.
Lui però si arrabbia se lo chiamo folletto: dice di essere un elfo. Proprio adesso mi minaccia agitando il suo minuscolo pugno verde.
Si chiama Nirbakin, è già qualche giorno che appare in camera mia. Dice di venire dalla Norvegia e insiste per insegnarmi l'alfabeto futhark, ma senza grandi risultati: un po' per mancanza di voglia da parte mia, un po' perchè è maledettamente difficile da imparare. E dire che tutti gli anni di liceo classico avrebbero dovuto rendermi avvezza alle lingue morte.
Ho anche un gatto: è nero e si chiama Saba.
Me l'ha detto lui, un giorno mi è saltato sulla scrivania, mi ha fissato con i suoi occhi color foglia e mi ha detto "Nerone è un nome ridicolo. D'ora in poi chiamami Saba. Questo è il nome che mi sono scelto."
Poi non mi ha parlato mai più: forse non mi ritiene degna. Sarebbe un atteggiamento tipicamente felino.
Comunque, tornando a parlare di quegli elfi alti e belli di cui racconta il maestro J.R.R, stamattina ne ho incontrato uno.
Stavo andando a scuola e me lo sono ritrovato sul pullman. Si è seduto nella corsia opposta alla mia e si è messo a ingrassare un arco di legno bianco. I capelli erano talmente lisci che gli cadevano sempre a coprirgli la faccia, e lui li spostava delicatamente con le dita lunghe e sottili. è sceso due fermate prima di me. 
Era un bel po' che non mi capitava di incontrare un silvano, loro sono molto più timidi dei folletti. I folletti gironzolano sempre intorno a noi umani: si divertono a nasconderci le chiavi, a spettinarci i capelli mentre dormiamo e a sostituirci il calzino destro con uno di un colore leggermente diverso.
I silvani invece se ne stanno tranquilli nei loro boschi, escono solo per andare in libreria o a far la spesa o a controllare nei negozi di elettronica le ultime novità della Apple. Vanno matti per i mac os. 
Ah, martedì ho scoperto che nella mia palestra di karate abbiamo un brownie. Mi ero attardata per farmi spiegare meglio da un mio senpai come fare il primo kata, e quando sono tornata in spogliatoio ho visto questo esserino scuro e mogio che raccoglieva un calzino da sotto un armadietto. Appena mi ha visto è scappato, ma io gli ho lasciato per terra un mars per invogliarlo a ritornare.
Faccio karate da meno di un mese e sono ancora maledettamente fiacca: bastano venti flessioni per mandarmi a fuoco le braccia. se sopporto questa tortura è solo perchè a fine estate, mentre passeggiavo nel bosco vicino a casa mia, mi è parso di vedere un goblin sparire tra le rocce. 
Ora, magari mi sono sbagliata, magari è vero quello che mi dice nirbakin che non si vedono goblin in italia da un millennio, e sarà vero anche che conoscere qualche mossa di karate non sarebbe abbastanza per difendermi, ma quel giorno mi sono presa una tale paura che l'idea di essere completamente inerme ha iniziato a preoccuparmi. Dopotutto anche in città capita spesso di fare brutti incontri e io spesso torno a casa molto tardi.
Vorrei scrivere di più, ma temo che dovrò rimandare: quel piallamaroni di nirbakin insiste perchè gli prepari la cena (vuole anche essere nutrito, mostriciattolo parassita!)




Nirbakin è più o meno così, ma con un naso molto più lungo e senza quelle nappe del berretto
 
Di Lyn Blackwood
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